Interpellanza STOCCO MARCO
Estratto da Legge Regionale 13/2000, articolo 6
26. Ad integrazione dell'articolo 38 delle norme di attuazione del Piano Urbanistico Regionale Generale, approvato con DPGR 15 settembre 1978, n. 0826/Pres., non sono ammesse variazioni agli strumenti urbanistici vigenti che prevedano nuove zone residenziali poste a distanza inferiore a 300 metri da insediamenti zootecnici di consistenza superiore a 50 UBA (Unita' Bestiame Adulto).
26 bis. Sono consentite, previo parere favorevole dell'Azienda per i servizi sanitari, le variazioni agli strumenti urbanistici vigenti che prevedano l'estensione delle zone omogenee A e B a condizione che la distanza dagli insediamenti zootecnici di consistenza superiore a 50 UBA (Unita' di Bestiame Adulto) delle aree costituenti ampliamento non sia inferiore a quella minima degli immobili abitativi esistenti e non connessi all'attivita'.
Legge Regionale 19 del 11 novembre 2009 : codice regionale dell’edilizia, articolo 61 comma 6
6. Sono ammesse varianti non sostanziali agli strumenti urbanistici comunali finalizzate a disciplinare insediamenti zootecnici esistenti situati all'esterno delle zone agricole, anche in deroga all' articolo 6 , commi 26 e 26 bis, della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13 (Disposizioni collegate alla Legge finanziaria 2000), previo parere favorevole dell'Azienda per i servizi sanitari e a condizione che garantiscano la possibilita' di conservare o aumentare la capacita' produttiva degli insediamenti esistenti secondo quanto previsto dalle leggi di settore.
Crediamo che alla luce di questi codici l’amministrazione non solo non conosce la legge ma ridicolizza pure le persone che gli portano davanti agli occhi dei problemi e dei dati palesemente errati. Il parere dell’ASS esprime divieto di ampliamento di zone B. Non parla di zone C e dà per scontato che le stesse siano VIETATE. La richiesta di spiegazione sta nel fatto che tutti possano essere a conoscenza che tale area residenziale in quel luogo è VIETATA.
Il comune scrive alla pianificazione (dopo che l’ASS ha segnalato che esistono 2 allevamenti con più di 50 UBA in zona Gallerio e in via Ellero) che codesti allevamenti hanno 44 UBA nel caso dei bovini ( da parte del comune non sono stati verificati i potenziali animali allevabili a stabulazione libera ) , e soli 30 UBA nel caso dei conigli citando concessioni edilizie non pertinenti allo stabile che crea il vincolo in questione.
Un buon sindaco prima di esprimere giudizi dovrebbe verificare di persona quali siano realmente i fatti e non basarsi solamente sul giudizio di un geometra, che sicuramente è bravo, ma forse poco preparato su temi che trattano il settore primario (visto il percorso di studi). In seguito non è stata chiesta spiegazione sugli UBA bensì si è data illustrazione che LA DIVERSA TIPOLOGIA DI SPECIE ALLEVATA CREA DIVERSE INTENSITA’ DI ODORI e l’unico sistema di prevenzione è la reciproca distanza. Lo scrivente di Coltiviamo il Futuro è abbastanza poco esperto su questo tema ed è la persona meno indicata ad esprimere pareri in materia.
Ora crediamo che saranno gli organi preposti a stabilire se la stalla di conigli e quella di bovini hanno più o meno di 50 UBA e a stabilire chi sta’ nel torto e chi nella ragione e le responsabilità.
La cosa che infine si vuole rilevare, è che le persone che ci troviamo di fronte sono ottuse e indisposte ad un sano dialogo. Ci piacerebbe definirla dittatura Staliniana ma i nostri avversari portano una maschera apolitica. Agli occhi di tutti il nostro centro storico è simile ad un centro archeologico , testimonianza di un glorioso passato e ciò nonostante anche di fronte a questa evidenza e alle promesse elettorali, si continuano ad ampliare le zone residenziali nella periferia con tutti i costi che la collettività dovrà farsi carico per collegare i servizi essenziali ( fognatura, acquedotto, metano, illuminazione pubblica, viabilità e RIASFALTATURA ( molto costosa ))
Interpellanza di DEL BIANCO
chi scrive sul blog, saprà sicuramente che quando si parla di avversità atmosferiche in agricoltura, l’unica legge di riferimento è la 1egge 102/04 che non menziona assolutamente che gli organi superiori demandino la sua trattazione in via esclusiva alle associazioni di categoria ( estratto dal blog summenzionato:
su indicazione degli organi superiori, espressamente e direttamente trattate dalle associazioni di categoria. Colore rosso assolutamente casuale.). Un assessore competente dovrebbe sapere che la norma precedentemente citata è implicita quando si fa riferimento alle avversità atmosferiche nel settore agricolo, altrimenti non è la persona più indicata a svolgere tale mandato, e quindi del tutto inutile richiamare norme che dovrebbero essere il pane quotidiano per il titolare di tale assessorato.
Forse alla luce anche di questa carenza, il nostro comune non è rientrato nella delimitazione proposta dalla regione in quanto le poche segnalazioni giunte non hanno permesso ai funzionari competenti di rilevare danni ,che se rilevanti sulla PLV media della zona, avrebbero potuto dare accesso agli aiuti per le aziende colpite.
Come al solito si vuole vedere solo la forma e non la sostanza delle cose, è evidente e sotto gli occhi della collettività che i genitori del consigliere Del Bianco possiedono un’attività agricola ed in zona colpita da due eventi atmosferici: grandine 4 luglio e tromba d’aria del 23 luglio. Inoltre, sempre rispondendo a Romanese, che trova tanto tempo per scrivere, elargire sontuose sentenze e non trovava il tempo per presenziare ai lavori di giunta e dedicarsi ad un compito delicato qual era il suo ruolo, chiunque possieda un mezzo agricolo anche di modesta potenza, o voglia coltivare un fazzoletto di terra avuto in eredità, è obbligato ad aprire una posizione di partita iva nel settore. Nulla vieta anche ad un dipendente ( pubblico o privato ) di avere una propria posizione in agricoltura.